mercoledì, ottobre 31, 2007

Arrestati degli altri condivisori in Italia

La Finanza è obbligata a fare questi blitz da una legge idiota, chiamata "legge Urbani", che impone di agire anche se non c'è lo scopo di lucro.

È stata approvata da un governo che, almeno su queste cose, si è dimostrato letteralmente "fascista" nel modo di trattare i cittadini: quando un comportamento illecito è diffusissimo, invece di creare la cultura per ridurre il fenomeno, si è pensato di colpire a sangue qualche povero cittadino sfigato fra i tanti, come "esempio" per tutti gli altri. Un modo di fare politica veramente squadrista, se ci fate caso.

Per fortuna la Finanza interviene pochissime volte, per casi davvero esagerati, e in effetti non ha ancora mai applicato veramente questa legge degna dei peggiori manganellatori di regime (infatti questa volta i finanzieri si sono affrettati a sottolineare il fatto che in questo caso c'era il sospetto dello scopo di lucro...).

La battaglia delle major contro i mulini a vento quindi continua, finendo solo per aumentare l'odio dei cittadini verso le case discografiche e cinematografiche, e spingendoli sempre più alla pirateria, fenomeno che più viene combattuto con questi mezzi fascisti più si ingigantisce. Nascono giustamente in tutto il mondo i partiti pirati, proposte di legge per abolire o rivedere il concetto di copyright, c'è il boom dell'open source, sempre più autori si tolgono dalle case discografiche e producono e vendono da soli i propri prodotti su internet come hanno fatto i Radiohead e, da molto tempo già in Italia, Elio e le Storie Tese. Per ogni tracker di torrent che viene chiuso, altri dieci ne nascono dalle ceneri. Già il fatto che Windows Vista è sempre più un flop e che Ubuntu sta conquistando quote nemmeno immaginabili qualche anno fa, la dice lunga.

Quando fu inventato il frigorifero, chi vendeva ghiaccio cambiò mestiere. Oggi invece gli "omini del ghiaccio" delle major si coalizzano per vietare i frigoriferi. Sono dei poveri imbecilli, avidi di denaro, disperati piccoli e squallidi, e questo che stiamo vedendo è il loro canto del cigno. Quei ragazzi arrestati sono dei martiri di questa battaglia. Ma vinceremo. Stiamo già vincendo.

sabato, ottobre 20, 2007

Kubuntu: aggiornamento a Gutsy

Ecco risolti un paio di problemini per i kubuntisti che hanno appena aggiornato la loro distro preferita.

lunedì, ottobre 15, 2007

Storace e la Montalcini

I Senatori a vita ci sono sempre stati, riveriti dal centrodestra ed eletti in massa da Cossiga. Quando salvavano Berlusconi, era tutto ok. Adesso che salvano Prodi sono diventati immorali e antidemocratici.

Sono le solite strumentalizzazioni, tipiche del peggior centrodestra che uno stato europeo abbia mai avuto, un centrodestra sfascista capace di ammettere al suo interno un partito come quello di Storace, noto losco figuro di estrema destra con tendenza esplicita allo squadrismo.

È già immorale che se ne parli, di quella feccia. Quando Montanelli descriveva questa destra come "la feccia che risale il pozzo" si riferiva proprio a questi episodi. Quando diceva "questa non è la destra, questo è il manganello: gli italiani non sono mai riusciti ad andare a destra senza finire nel manganello" si riferiva a questa gente.

Persone di grandissimo spessore istituzionale vengono giustamente inseriti come "saggi" al Senato. Se in questo preciso momento della vita istituzionale un voto di questi saggi può influenzare la caduta di un governo, è semplicemente idiota (nel senso letterale del termine) dare la colpa ai Senatori a Vita quando chiaramente la causa efficiente è una legge elettorale definita "porcata" dal suo stesso ideatore, che ha portato a squilibri istituzionali così surreali. Dopo aver creato una legge fatta apposta per far cadere il governo successivo, se la prendono contro gli stessi senatori a vita che tanto riverivano perché questi ultimi sarebbero colpevoli di medicare i danni causati dalla legge truffa... Incredibile. E incredibile che persone che in altri frangenti mi erano sembrate intelligenti supportino teorie così evidentemente degne solo di un Fede o di un Del Debbio qualsiasi, cioè giornalisti interessanti solo dal punto di vista antropologico e psichiatrico.

È da queste polemiche sterili e totalmente prive di qualsiasi dignità e senso di responsabilità costituzionale che si vede la vera anima degli "sfascisti" di destra e di sinistra. È da questi episodi che si vede come estrema sinistra ed estrema destra si assomigliano così orribilmente. Perché istituzionalmente, offendere la Montalcini perché fa stare su un governo avversario non è diverso dal difendere gli ex brigatisti rossi non pentiti o arresi.

Questo governo mi aveva già più volte schifato su molti punti, e certe volte ho quasi avuto un senso di pentimento per il mio voto alle scorse elezioni, ma episodi come questo mi fanno capire come quel voto sia stato fondamentale e come occorra essere orgogliosi di aver mandato a casa - tra gli altri - un losco figuro del genere, capace persino di vietare contro ogni legge la pillola abortiva durante il suo per fortuna breve mandato di ministro della salute.

- Storace una volta mi salvò la vita. Dei teppisti mi stavano picchiando a sangue. Lui disse: "Può bastare"
Daniele Luttazzi

giovedì, ottobre 11, 2007

Conservatori vs. realtà -> 1-0

Ecco come i conservatori riescono a far passare sui media follie scientifiche come il creazionismo o l'equazione embrione = persona in una splendida striscia.
Cliccateci sopra per vederla nelle dimensioni originali.

mercoledì, ottobre 10, 2007

Il Che, 40 anni dopo

È davvero difficile parlare del Che senza spendersi in post chilometrici, perché è un personaggio che va distinto dal simbolo che rappresenta, e perché occorre tenere presente tutti i movimenti e le correnti politiche di allora e di oggi.

Io, che sono da sempre per la non violenza, io che da sempre ho amato il modo pacifico ma non pacifista di lottare di Gandhi, non ho mai potuto apprezzare l'uomo Guevara, contraddistinto nella vita reale da un odio, da una cattiveria, da una violenza e da un'ideologia del tutto all'opposto del mio modo di pensare. Perché non dimentichiamo che, per quanto si possa non dico giustificare ma almeno capire la violenza in battaglia e in guerriglia, non si possono assolutamente giustificare né capire gli arresti, le torture, le esecuzioni degli oppositori al nuovo governo rivoluzionario di cui Guevara fu un poco efficiente ministro.
Ma le gravi ombre non si esauriscono all'incapacità politica, alla violenza e all'ottusità ideologica: l'uomo Guevara si è macchiato di imperdonabili responsabilità, come quella di aver rischiato di contribuire a scatenare la terza guerra mondiale installando i missili a Cuba per conto dei Sovietici, e la responsabilità di aver contribuito a imbastire almeno tre dittature sanguinarie nel mondo.

Tuttavia, il mito Guevara è completamente opposto all'uomo Guevara. Il mito di Guevara è quello di un liberatore, equivalente - nel campo opposto alla sinistra - a quello dei soldati che liberarono l'Europa dal nazismo con lo Sbarco in Normandia. Le intenzioni infatti di Guevara erano le stesse: liberare il mondo dalle dittature, ricorrendo a mezzi anche violenti laddove necessario, e punendo anche con la condanna a morte i dittatori più infami e i loro collaboratori, esattamente come si fece a Norimberga. Il fatto che Guevara fosse comunista e che quindi alla fine abbia contribuito a mettere su altre dittature non era probabilmente nelle sue intenzioni (ricordiamo che la sinistra solo dopo molti anni si convinse della tendenza inevitabile alla dittatura che il marxismo leninismo ha in sé) e quindi il mito è esente da queste ombre. Oltretutto, c'è da dire che l'uomo Guevara, accortosi di quello che era successo a Cuba, se ne andò ben presto.

Il Che è il simbolo del mettersi in gioco in prima persona per liberare il mondo dalle dittature e dall'oppressione. Questo è il simbolo, e questo lo rende, effettivamente, un mito straordinario, esaltante e attualissimo ancor oggi. Un eroe.

Un liberale come me, pur anticomunista, non può non esaltarsi all'ascolto dei versi di Guccini che pochissimo tempo fa in un meraviglioso scatto d'orgoglio politico ebbe il coraggio di cantare, dopo aver descritto la delusione dopo la morte del Che e la morte dei propri ideali:

"...ma voi reazionari, tremate:
non sono finite le rivoluzioni!
Voi a decine che usate
parole diverse, le stesse prigioni:
da qualche parte un giorno, dove non si saprà,
dove non lo aspettate, il Che ritornerà!"

(Francesco Guccini, "Stagioni", 2000)


Ma, ahimè, mentre il fallimento di Guevara uomo è sotto gli occhi di tutti, il fallimento del mito di Guevara non lo è altrettanto. Con questo non voglio dire che la lotta contro le dittature sia un sogno lontano e irrealizzabile, ma che quella particolare lotta contro le dittature, simboleggiata da Guevara, è decisamente un sogno patetico a cui solo l'orgoglioso sognatore che c'è in molti di noi - me e Guccini compresi - può qualche volta pensare.

In realtà il simbolo Che Guevara si differenzia da altri simboli di lotta contro le dittature per essere rosso, per essere fieramente anticapitalista, ugualitario, per essere ciò che di buono rimane nello "spettro che si aggira per l'Europa" in cui tanti avevano creduto.
Questo simbolo di anticapitalismo muore lo stesso giorno in cui compri una maglietta con la sua faccia stampata sopra.

Che strano destino ebbe Ernesto: diede la vita per abolire il capitalismo e la dittatura, ma creò dittature sanguinarie e finì comprato sulle magliette in serie.